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lunedì, 30 maggio 2005

The jacket

The Jacket
di John Maybury (USA, 2005)


Un reduce della Guerra del Golfo viene processato e condannato per un delitto che non ha commesso; nella casa di igiene mentale in cui viene internato, verrà sottoposto ad un "trattamento" che sconvolgerà la sua psiche al punto da permettergli di viaggiare, almeno con la mente, nel futuro, in cui verrà a conoscenza del suo destino.

Un'idea certo non originale viene sviluppata in maniera piuttosto intelligente, e la sceneggiatura risulta, pur nella sua inverosimiglianza e nella "semplice complessità", quadrata, solida e, al contrario di quanto si dica, con tutti i tasselli al loro posto, cosa che difficilmente accade in soggetti di questo tipo.

E' un film che si basa sul tempo e si concentra sul concetto di tempo inteso come dimensione, e in particolare cerca di mettere in dubbio la percezione "comune" del tempo, non solo nella trama e nella sceneggiatura con continui flashback e flashforward (e, chiaramente, con gli onirici viaggi nel tempo), ma anche nella messinscena, con la ripetizione, in alcune scene efficacemente "disturbante", di brevi ellissi e soluzioni di continuità, sicuramente uno dei due aspetti più rappresentativi della pellicola.
L'altro va ricercato negli occhi e tra gli sguardi dei protagonisti. Se quelli di movimento praticamente non ci sono, in un film in cui abbondano i dettagli sugli occhi i raccordi di sguardo diventano fondamentali e, se ad una prima impressione sembrano andare ognuno per fatti suoi, con una visione più attenta sono certo che si possa riscontrare una direttrice comune che assicura la creazione di senso ad ognuno dei tanti raccordi di sguardo con cui la pellicola è saldata. Se mi associo a tutti nel dire che lo stile eccessivamente colorato e da videoclip dei flash sugli occhi di Brody alla lunga possa stancare, va detto altresì che proprio sugli sguardi (non solo del protagonista) si concentra la concezione di tempo e al tempo stesso la sua antitesi, su cui Maybury incentra la messinscena.
Gli occhi, la mente e i ricordi intesi dunque come macchine da presa che riprendono e archiviano la storia e il mondo, e che così come il cinema registrano solo una rappresentazione del mondo, mai la realtà "oggettiva"; una mente disturbata non può distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, ma siamo sicuri che una mente "non disturbata" riesca a farlo? Siamo sicuri che sia davvero possibile sapere con certezza com'è il mondo? In questo senso assumono rilevanza anche l'ambientazione nella casa di igiene mentale, le amnesie del protagonista e l'espediente parallelo del bambino curato a domicilio dalla dottoressa.
La fotografia non a caso risulta più efficace quando è colma di bianco, il tono in cui tutti i colori si confondono e perdono la loro identità, e forse è proprio a questa linea di pensiero che vanno ricondotte le scelte cromatiche dei flash che a questo punto risulterebbero perfettamente efficaci poiché tutti ci siamo accorti di quanto siano disturbanti.
Certo, in molte sequenze Maybury ricorre in errori e stereotipi tipici dei film degli ultimi anni appartenenti a questo filone, thriller specialmente, e la pellicola non è affatto esente da pecche, anche per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi che contornano il protagonista, un ottimo Brody, perfettamente espressivo col corpo e col viso, in piedi e disteso, fermo e in movimento, in figura intera e nei dettagli.

Un film che dunque non pone certezze ma incertezze, non si prefigge di dire verità ma di mettere in dubbio quelle che noi riteniamo tali, che tende a disturbare, a minare la nostra tranquillità sensoriale e concettuale.
Assolutamente non un capolavoro nè un ottimo film, ma comunque interessante.

postato da: sandrix alle ore 30/05/2005 20:21 | link | commenti (2)
categorie: nuove uscite

Commenti
#1   03 Novembre 2006 - 09:10
 
Sospende il tempo e si insinua nella mente. Ottimo flm sottovalutato e che han visto in veramente pochi.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente deliriocinefilo

#2   06 Novembre 2006 - 15:07
 
Secondo me, e sarò secco nel giudizio, è un film che non merita d'esser (ri)valutato... Insipido...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmondb

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