The fog - Nebbia assassina (2005) di Richard Wainwright
Non è affatto male questo The fog - nebbia assassina, anzi, è piuttosto buono fin tanto che Wainwright riesce a imporre la sua mano sulla realizzazione.
Il remake di un capolavoro, specie se ad opera di un nome semisconosciuto, non può che partire con tutti gli handicap del caso, e sicuramente questo esce distrutto dal confronto con l'originale; ma se lo si considera un attimo per quello che è, e cioè un film senza troppe pretese "artistiche", un prodotto tipico della hollywood di oggi, schiavo della produzione e succube della tirannia del sonoro, si vedrà che Wainwright ha svolto un lavoro più che dignitoso.
The fog ha il più classico dei difetti degli horror hollywoodiani degli ultimi anni, l'esagerazione; è un prodotto spesso poco onesto, infarcito di rumori e che indugia fino all'esasperazione. la sceneggiatura è pessima: oltre ad aver completamente traviato il senso della storia narrata da Carpenter 26 anni fa, mettendoci di mezzo la solita (affatto)lacrimevole storia d'amore e aggiungendo dei personaggi inutili se non per i soliti intrighi di corna e sesso che tanto sembrano attirare l'attenzione del pubblico, gestisce male lo spezzettamento del flashback della vicenda che ha dato origine alla storia del film, così che le ultime due parti risultano banali e quasi superflue. inoltre non si fa mai riferimento all'essere un remake, e a mio avviso è una mancanza abbastanza grave.
Il regista però dimostra di saper costruire un discorso filmico con precisione, e di saper raccontare in modo avvincente.
insomma, come al solito è l'adattamento dal film originale a rendere sostanzialmente brutto ma anche no questo film, che però si lascia guardare con piacere, per poi essere subito dimenticato.
