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martedì, 23 maggio 2006

Cuore selvaggio

Riflessione diurna: i two matches di Cuore selvaggio (1990, di David Lynch)

two matches

È pazzesco come una sola immagine possa condensare in sè tutto. Tutto un film, tutto un autore, tutto un mondo, tutto il cinema che è stato e tutto il cinema che sarà.
Un’immagine naturalmente in movimento, ma anche fissa, immobile, imponente.
Un’immagine in moto perpetuo nella sua eterna e ricorrente brevità. Un’immagine che non smette mai di significare e che ogni volta che torna (che siano sempre i cerini o che sia l'accendino) libera il film alla sua stessa natura di specchio psico-fisio-storio-sociale e lo carica di segni e di sensi, lo reinterpreta, lo modella e lo definisce, lo ammazza ma soprattutto gli dà la vita. Lo apre (essendo la prima immagine del film) e al tempo stesso lo circonda, lo delimita, lo avvolge.
I due cerini di Wild at heart sono probabilmente la più completa realizzazione di quel concetto di fotogenia teorizzato da Louis Delluc nell'ambito del dibattito teorico che sta alla base del cinema impressionista francese degli anni venti (in breve, “la fotogenia è la qualità poetica e intima delle cose che solo il cinema riesce a rivelare, grazie alla sua natura di mezzo specificatamente visivo” -
link).
I due cerini alimentano il vivere dei personaggi, bruciano tutto il cinema del passato e accendono quello del decennio a venire. Liberano il film da qualsiasi schema, stereotipo, modello, teoria, e sulle ceneri di 90 anni di pellicole preparano il campo per un cinema che sia a tutti gli effetti pregno di anni novanta e vuoto come gli anni novanta.
Il cinema si consuma come una sigaretta, e proprio come un fumatore Lynch inspira tutta la storia del cinema e ne espira un nuovo modo completamente personale di mettere in serie le immagini, di tradurre in qualcosa di visibile l'invisibile vacuità che determina la società postmoderna.
Tutto il cinema dello scorso decennio nasce su quelle ceneri. Probabilmente sarebbe stato quasi lo stesso anche senza Wild at heart, ma Cuore selvaggio non sarebbe lo stesso senza il cinema degli anni novanta. E considerando che è stato girato prima, direi che non gli si sarebbe potuto chiedere di più.

postato da: sandrix alle ore 23/05/2006 13:18 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni sul cinema

Commenti
#1   27 Maggio 2006 - 11:31
 
lo adoro, si`
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#2   12 Luglio 2006 - 10:33
 
Uno dei più bei film d'amore che io abbia mai visto :p

(Lovemeee tenderrr lovee me trueeee)

L'ho visto che ero al liceo, seguivo un corso teatrale, appena ho detto che era un capolavoro mi hanno mangiato vivo (la devo finire di essere così assolutista uff)
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#3   03 Novembre 2006 - 09:08
 
Lynch, genio ASSOLUTO. Aspettando INLAND EMPIRE:::::::::::::
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