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mercoledì, 01 giugno 2005

Coinquilini - ep. 0

Io e i coinquilini - Episodio pilota

Una web-novel a puntate


I confronti con i miei coinquilini ogni volta si accenni all'argomento cinema, non potevano che essere spunto per una serie di post che scriverò ogni qual volta se ne presenterà l'occasione.
Questo "episodio zero" sarà una sorta di punto della situazione, un riassunto delle puntate precedenti e non scritte, una presentazione dei personaggi.

Nell'appartamento in cui vivo a Bologna, abbiamo la sana abitudine di evitare le porcherie televisive e guardare, dopo cena, un film tutti insieme, grazie alle apparecchiature messe gentilmente a disposizione di tutti dal sottoscritto, in salotto (colgo l'occasione per porgere l'ultimo saluto al lettore divx, ormai sempre più agonizzante e in procinto di lasciarci...).

Ordunque, anche se cerco sempre di evitarli, i botta e risposta sul cinema sono sempre più all'ordine del giorno.
Diciamo che, in linea di massima, si contrappongono due schieramenti.
Da una parte, ci sono Giuseppe, Matteo, Flavio e Mirko.
Dall'altra ci sono io.

Io... beh, mi conoscete, sapete qual è la passione che ho per il cinema, e se non lo sapeste potreste farvene un'idea semplicemente leggendo questo blog. Strenue difensore della messinscena come essenza del linguaggio cinematografico, incurante della trama ai fini dell'analisi filmica, cerco di pensare a quello che vuole esprimere l'artista, il regista, l'autore, e non alla storia che ci racconta (che può comunque essere poi una valida componente aggiuntiva).
Per me il film è di qualcuno. Io vedo il film.

Per i coinquilini è difficile fare un discorso unico su tutti e quattro, alla fine non sono idioti, ognuno ha la propria visione e le proprie idee. Per Giuseppe (quello che in genere fornisce i film, e che d'ora in poi chiamerò Beppe), il film è con qualcuno. "Appena so che c'è Julia Roberts, mi fornisco il film!", dichiarò una volta. Per Beppe, ai fini della riuscita del film, sono fondamentali gli attori. E la trama, certo. Così come, per Matteo, per Flavio e per Mirko. Il film è la sua trama, è il suo soggetto.
I coinquilini ascoltano il film.

Ho detto che Beppe è quello che procura i film. Questo perché io mai mi permetto di proporre un film; avendo troppo rispetto per gli altri, e poco per me stesso, faccio scegliere sempre a loro sapendo che i miei gusti per loro non fanno testo, e sperando (quasi sempre invano) che scelgano qualcosa di decente. Io tuttalpiù mi limito a dare suggerimenti quando loro sono indecisi tra due o tre film.

Per presentarli un po' meglio, riporto alcune dichiarazioni (le riporto come me le ricordo; quindi, inevitabilmente, non precise) sul film Signs, di M. Night Shyamalan, poiché se n'è parlato non molto tempo fa.
Beppe: "ma va', è uno dei film più idioti che abbia mai visto! Io fino alla fine non ci volevo credere che c'erano davvero gli alieni."
Matteo: "...ma scì, ma è un film stupido! sti cazzo di alieni muoiono con l'acqua e vengono a invadere un pianeta fatto d'acqua, lo potevano fa' un po' meglio, sto film!"
Flavio: "...no, dai, è abbastanza deludente, costruisce tutta una tensione, tutta la suspense, così, per esempio con gli animali che si comportano in modo strano, si sa, gli animali nei film mettono sempre paura, così, crea la tensione, ma poi alla fine si smerda proprio... ecco, è proprio brutto, così..."
Di Mirko non mi pare di ricordare commenti particolari. Mirko non si sbilancia quasi mai, tende a tenersi per sè i suoi giudizi e le sue verità. Come faccio anch'io, del resto.

Uno scambio breve ma topico, utile anch'esso a presentare le diversità di vedute, fu questo:
Beppe (rivolto a me): "cioè, per te cosa conta in un film?"
Io: "il film è la messinscena. l'arte sta lì, non sta certo nello scrivere trame originali, sennò il cinema avrebbe già cessato di esistere"
Beppe: "quindi la trama per te non conta nulla?"
Io: "no, io me ne fotto della trama. se è ben scritta (ma qui già parliamo di sceneggiatura e non di trama), tanto meglio, ma può essere brutta senza che per questo il film debba essere necessariamente brutto"
Flavio: "eh, no, è un po' il contrario di come la penso io".
(Io, tra me e me: "e sticazzi!")

Giorni fa si discusse sul concetto di vecchiaia di un film. Beppe propose di vedere un film del '95 (Minuti contati, se ben ricordo), dicendo: "vabbè, è vecchio ma c'è Johnny Depp..."
Io: "cazzo, 1995 è nuovo, altro che vecchio. minchia, nel '95 siamo già abbondantemente in fase postmoderna"
Beppe e Flavio: "ma che ce ne frega del postmoderno! '95 è vecchio"
... vabbè, poi la discussione non ha portato da nessuna parte. Ho evitato di dire che per me film vecchi non esistono. "Vecchio", per me, non è un aggettivo riferibile ad un'opera d'arte.

Poi ci sarebbe da dire che mi sfottono sempre. È curioso, sto fatto: io sono quello che ne sa, che (lo dico ritenendo di non peccare di presunzione) si è affacciato fuori dalla caverna, che indaga un po' più a fondo. E naturalmente vengo preso per culo, in effetti non c'è un bel niente di curioso. Ad esempio, col fatto del postmoderno l'hanno tirata avanti almeno un paio di giorni.

Questo giusto per introdurre un po' ai personaggi; certo, di chiaro non c'è ancora nulla, ma era tanto per rompere il ghiaccio.

postato da: sandrix alle ore 01/06/2005 04:38 | link | commenti (12)
categorie: io e i coinquilini